Francesco Dore Books

il timone e la lente – iso14001-2026 – riassunto 3.8

— Audit della supply chain ambientale e dello Scope 3

Lo Scope 3 è la sfida più difficile dell’audit ambientale 2026 — perché riguarda emissioni e impatti che la struttura non genera direttamente ma che dipendono dai propri fornitori. Tre principi metodologici lo rendono affrontabile. Il primo è la verifica di processo invece di verifica tecnica del calcolo: l’auditor non ricalcola le emissioni Scope 3, verifica che il processo di calcolo sia documentato, tracciabile, coerente nel tempo — e questo è alla portata di qualsiasi auditor formato sulla metodologia GHG, indipendentemente dalla competenza tecnica specifica. Il secondo è la verifica per evidenze specifiche del programma di engagement con i fornitori critici: per ciascun fornitore deve esistere almeno una evidenza datata dell’anno (email con questionario, verbale di incontro, nota interna di chiamata). Senza evidenze specifiche, il programma è dichiarazione non documentata. Il terzo è la verifica delle conseguenze decisionali: l’engagement che non produce decisioni — modifica delle specifiche, modifica del punteggio del fornitore, sostituzione, piano di miglioramento concordato — è processo privo di valore operativo. Nello scenario applicativo, il fornitore di carni mostra quattro evidenze documentate, mentre il fornitore di latticini non risposto e mai sollecitato è non conformità.