Francesco Dore Books

iso 14001-2026-c2.8

Materiali online a supporto del sotto-capitolo II.8

1. Benchmark di consumo energetico per categoria alberghiera

Valori di riferimento per la valutazione della prestazione energetica — aggiornati annualmente

Versione del documento: 1.0 Ciclo di aggiornamento: annuale, in coincidenza con la pubblicazione dei dati Cornell Hotel Sustainability Benchmarking Index e dei dati di consumo energetico ENEA-GSE per il settore commerciale italiano


Premessa metodologica

Scopo del documento. Fornire alla struttura alberghiera i valori di riferimento per valutare la propria prestazione energetica rispetto ai benchmark di settore, articolati per categoria ricettiva, per dimensione e — dove disponibile — per area geografica italiana. Il documento integra e approfondisce i benchmark energetici già presentati nel documento benchmark generale del sotto-capitolo II.6, con maggiore dettaglio sulle componenti disaggregate del consumo.

Struttura del documento. Per ciascun indicatore energetico, vengono forniti: valore mediano del segmento (P50), valore del quartile superiore — strutture con prestazione migliore (P25), valore del quartile inferiore — strutture con prestazione peggiore (P75), distribuzione delle componenti principali del consumo, e commento sulle variabili che spiegano la variabilità all’interno del segmento.

Avvertenza metodologica. I benchmark energetici sono influenzati da variabili strutturali che non sempre sono modificabili dalla struttura: l’anno di costruzione dell’edificio e la sua classe energetica, la tipologia dei servizi offerti (presenza/assenza di spa, piscine, laundry interno), l’area geografica (differenze di fabbisogno termico tra Nord e Sud Italia), il modello operativo (full service vs limited service). Prima di confrontare la propria prestazione con il benchmark, identificare se esistono variabili strutturali che giustificano un posizionamento sistematicamente sopra o sotto la mediana.

Fonti dei benchmark. Cornell Hotel Sustainability Benchmarking Index (CHSB — principale database internazionale); dati ENEA sul consumo energetico del settore commerciale italiano; dati GSE sulla produzione fotovoltaica nel settore commerciale; dati aggregati delle strutture certificate ISO 14001 nel settore alberghiero italiano con dati condivisi attraverso programmi di benchmarking settoriali. [Il campione italiano è in costruzione nella prima versione — i valori sono integrati con dati internazionali CHSB contestualizzati. La robustezza statistica migliora con l’accumulo annuale dei dati delle strutture che utilizzano la piattaforma.]


Sezione 1 — Consumo energetico totale (kWh/camera occupata)

1.1 — Per segmento di tipologia e dimensione

Variabili principali che spiegano la variabilità all’interno del segmento: presenza/assenza di spa e piscine (+25-45% rispetto a strutture senza); tipologia di sistema di riscaldamento (gas naturale vs pompa di calore — differenziale significativo in termini di energia primaria); anno di costruzione e classe energetica APE; occupancy annuale (bassa occupancy amplifica l’intensità per i consumi fissi); area geografica (differenziale Nord/Sud stimato +/-12-18% per il fabbisogno termico).

Hotel urbano

SottosegmentoP25 (migliori)P50 (mediana)P75 (peggiori)Componente dominante
3 stelle, 40-80 cam32-4252-6878-98Climatizzazione e illuminazione
3 stelle, 80-150 cam35-4555-7282-105Come sopra
4 stelle, 60-120 cam42-5562-8092-118Climatizzazione + servizi aggiuntivi
4 stelle, 120-200 cam45-5865-8595-125Come sopra
4 stelle superior, 80-180 cam52-6875-98110-140Standard di servizio più elevati
5 stelle, qualsiasi dimensione65-8595-125140-180Alta intensità illuminazione e comfort

Nota per edifici storici vincolati. Gli hotel in edifici storici vincolati (centri storici delle città d’arte) mostrano sistematicamente consumi superiori alla mediana del proprio segmento per le limitazioni agli interventi sull’involucro edilizio. Il benchmark corretto per queste strutture è il P75 del proprio segmento, non la mediana.

Hotel costiero

SottosegmentoP25 (migliori)P50 (mediana)P75 (peggiori)Stagione dominante
3 stelle, senza piscine42-5562-8090-112Estate (climatizzazione)
4 stelle, con una piscina58-7585-110125-158Estate (climatizzazione + piscine)
4 stelle superior / resort, 2+ piscine75-98110-142160-205Estate (piscine dominanti)
5 stelle / lusso, con spa estesa95-125140-178205-260Tutto l’anno (spa)

Nota per strutture costiere. La presenza di piscine esterne con riscaldamento, piscine coperte o spa con vasche idromassaggio produce un consumo aggiuntivo stimato di 15-35 kWh per camera occupata rispetto a strutture senza questi servizi nello stesso segmento. La corretta valutazione richiede il confronto con strutture con profilo di servizi comparabile.

Hotel montano

SottosegmentoP25 (migliori)P50 (mediana)P75 (peggiori)Stagione dominante
3-4 stelle, stagionalità invernale75-95108-135155-195Inverno (riscaldamento)
4 stelle superior, stagionalità bipolare65-8595-125140-178Inverno + estate
5 stelle / lusso montano85-110125-162185-235Tutto l’anno

Nota per strutture montane. Il consumo è fortemente influenzato dalla quota altimetrica (ogni 100m di quota aggiunge circa 2-3% al fabbisogno di riscaldamento), dalla fonte energetica del riscaldamento (biomassa locale produce consumi di energia primaria significativamente inferiori al gas naturale), e dalla stagionalità operativa (strutture aperte solo in inverno o solo in estate hanno profili molto diversi da strutture con stagionalità bipolare).

Hotel termale

SottosegmentoP25 (migliori)P50 (mediana)P75 (peggiori)Componente dominante
4 stelle, con piscine termali115-145165-210245-310Riscaldamento acque termali (55-65% del totale)
4 stelle superior / 5 stelle termale145-185215-270315-400Come sopra

Nota per strutture termali. Il benchmark energetico degli hotel termali non è comparabile con gli altri segmenti per la presenza delle acque termali come componente dominante del consumo. Per una valutazione significativa, distinguere tra consumo termale (riscaldamento e mantenimento delle acque termali) e consumo alberghiero (camere, ristorazione, aree comuni) e confrontare separatamente i due componenti con i benchmark appropriati.

Agriturismo e hotel rurale

SottosegmentoP25 (migliori)P50 (mediana)P75 (peggiori)Note
Agriturismo 3-4 stelle, 10-30 cam38-5058-7588-112Variabilità alta per la componente agricola
Boutique hotel rurale 4-5 stelle, 20-50 cam42-5565-8598-125

[Tutti i valori in kWh/camera occupata — da calibrare su dati CHSB aggiornati e dati italiani al momento della pubblicazione]


Sezione 2 — Distribuzione del consumo per componente

La distribuzione del consumo per componente è strumento per identificare le priorità di intervento. La struttura che conosce la percentuale del proprio consumo attribuibile a ciascuna componente può confrontarla con la distribuzione tipica del proprio segmento e identificare dove le leve di efficientamento sono più efficaci.

2.1 — Distribuzione tipica per hotel urbano 4 stelle (estate vs inverno)
ComponenteStagione estivaStagione invernaleMedia annuale
Climatizzazione (riscaldamento/raffrescamento)45-55%35-45%40-50%
Illuminazione (aree camere + comuni + esterni)18-24%22-28%20-26%
Acqua calda sanitaria8-12%12-16%10-14%
Ristorazione e cucina10-14%10-14%10-14%
Impianti tecnici di servizio (ascensori, pompe, ecc.)6-9%6-9%6-9%
Sistemi ICT e reception3-5%3-5%3-5%
Altri usi2-4%2-4%2-4%
2.2 — Distribuzione tipica per hotel costiero 4 stelle (stagione alta vs stagione bassa)
ComponenteStagione alta (lug-ago)Stagione bassa (ott-mag)Media annuale
Climatizzazione52-62%28-38%42-52%
Piscine (pompe, riscaldamento, trattamento)15-22%5-10%10-16%
Illuminazione12-18%20-28%15-22%
Ristorazione e cucina8-12%12-16%10-14%
Acqua calda sanitaria5-8%10-14%7-10%
Impianti tecnici4-7%5-8%4-7%

La componente piscine è la più variabile e quella con il maggiore potenziale di riduzione attraverso interventi tecnici (pompe ad alta efficienza, coperture termiche notturne, riduzione del volume dell’acqua nelle piscine esterne).


Sezione 3 — Benchmark di intensità emissiva (kgCO2e/camera occupata — Scope 1+2 location-based)

L’intensità emissiva dipende dal consumo energetico ma anche dalla fonte energetica. Due strutture con lo stesso consumo in kWh/camera occupata possono avere intensità emissive molto diverse in funzione della quota di rinnovabili e del tipo di combustibile per il riscaldamento.

SegmentoP25 (migliori)P50 (mediana)P75 (peggiori)Principale leva di differenziazione
Hotel urbano 3 stelle12-1824-3442-58Fonte riscaldamento (gas vs pompa di calore)
Hotel urbano 4 stelle15-2228-4048-65Come sopra + quota rinnovabili
Hotel costiero 4 stelle18-2632-4652-70Quota energia rinnovabile propria
Hotel montano 4 stelle8-1828-4855-80Biomassa locale vs gas naturale
Hotel termale 4 stelle28-4558-8598-132Fonte riscaldamento acque termali
Agriturismo 4-5 stelle10-1822-3542-62Fotovoltaico proprio + fonte riscaldamento

Nota importante. Gli hotel montani mostrano la variabilità più alta: strutture che utilizzano biomassa locale o energia idroelettrica regionale hanno intensità emissiva tra le più basse del settore (P25 di 8-12 kgCO2e/camera occupata); strutture che utilizzano gasolio per il riscaldamento in zone non metanizzate hanno intensità tra le più alte (P75 di 75-80).


Sezione 4 — Benchmark di produzione rinnovabile propria

IndicatoreValore tipico bassoValore tipico medioValore tipico altoNote
Quota di autoconsumo fotovoltaico sul consumo totale2-5%6-12%15-25%Dipende da superficie disponibile e dall’occupancy stagionale
kWp installati per camera (strutture con fotovoltaico)0,15-0,300,35-0,600,65-1,00Dipende dalla superficie disponibile
Ore di produzione equivalente annua (Sud Italia)1.100-1.2001.250-1.3501.400-1.500[Verificare dati GSE regionali aggiornati]
Ore di produzione equivalente annua (Nord Italia)900-1.0001.050-1.1501.200-1.280[Come sopra]

La quota di autoconsumo è strutturalmente limitata per hotel con stagionalità estiva (che producono tanto fotovoltaico in estate ma non riescono ad autoconsumare tutto per via dell’alta domanda di climatizzazione) rispetto a hotel con stagionalità invernale (che producono poco fotovoltaico quando ne hanno più bisogno).


Sezione 5 — Aggiornamenti previsti

Il documento viene aggiornato annualmente:

  • con i dati aggiornati del Cornell Hotel Sustainability Benchmarking Index
  • con i dati ENEA e GSE sul settore commerciale italiano
  • con i dati aggregati anonimizzati delle strutture che utilizzano la piattaforma
  • con la calibrazione dei benchmark italiani man mano che il campione nazionale cresce


2. Checklist di efficientamento energetico per strutture alberghiere

Strumento operativo per l’identificazione e la prioritarizzazione degli interventi di riduzione dei consumi

Versione del documento: 1.0


Premessa metodologica

Scopo del documento. Fornire al management alberghiero — responsabile manutenzione, responsabile sostenibilità, direttore generale — uno strumento strutturato per identificare sistematicamente le opportunità di efficientamento energetico nella propria struttura, valutarle per impatto e per fattibilità, e costruire un piano di intervento prioritarizzato.

Come utilizzare la checklist. La checklist viene compilata in due fasi. La fase di rilevazione (responsabile manutenzione, 4-8 ore di ispezione della struttura) verifica lo stato attuale di ciascun elemento per area. La fase di valutazione (responsabile manutenzione + responsabile sostenibilità, 2-3 ore) applica il criterio di prioritarizzazione a ciascun intervento identificato come migliorabile. L’output è un piano di efficientamento prioritarizzato con stima dell’impatto e dell’investimento per ciascun intervento.

Legenda del criterio di priorità. Per ciascun intervento, la priorità viene assegnata sulla base di due dimensioni:

  • Impatto stimato sul consumo: Alto (>5% del consumo totale), Medio (2-5%), Basso (<2%)
  • Investimento richiesto: Contenuto (<10.000 €), Medio (10.000-100.000 €), Significativo (>100.000 €)

La combinazione delle due dimensioni produce tre classi di priorità:

  • Priorità 1: Alto impatto + Investimento contenuto — da realizzare subito
  • Priorità 2: Alto/Medio impatto + Investimento medio — da pianificare nel breve-medio termine
  • Priorità 3: Impatto medio/basso o Investimento significativo — da valutare nel piano di capital expenditure

Sezione A — Involucro edilizio e isolamento termico

ElementoStato attuale (OK/Migliorabile/Non applicabile)Impatto stimatoInvestimentoPrioritàNote operative
A1 — Isolamento delle pareti perimetrali (cappotto esterno o interno)AltoSignificativo2-3Priorità alta per edifici pre-1990 senza isolamento; verificare vincoli architettonici
A2 — Isolamento della coperturaAltoMedio-Significativo2-3Spesso più accessibile delle pareti; ottimo per edifici con terrazza piana
A3 — Sostituzione degli infissi (doppio o triplo vetro, telaio termico)Medio-AltoMedio-Significativo2-3Priorità per camere con esposizione a est o ovest; verificare vincoli estetici
A4 — Schermature solari esterne (persiane, frangisole, tende)MedioContenuto-Medio1-2Efficace per ridurre il carico termico estivo; compatibile con vincoli architettonici
A5 — Tenuta dell’aria (sigillatura ponti termici, serramenti)Basso-MedioContenuto1Intervento a basso costo spesso trascurato; riduce dispersioni invernali e infiltrazioni estive
A6 — Vetri con rivestimento basso emissivo (low-E)MedioMedio2Alternativa alla sostituzione completa degli infissi; riduce sia perdite invernali sia guadagni estivi

Sezione B — Impianti di riscaldamento e raffrescamento

ElementoStato attualeImpatto stimatoInvestimentoPrioritàNote operative
B1 — Sostituzione caldaia a gas con pompa di calore aria-acqua o geotermiaAltoSignificativo2-3Intervento con maggiore impatto sulla riduzione delle emissioni Scope 1; verificare fattibilità tecnica e costi di installazione
B2 — Sostituzione caldaia a gas con caldaia a condensazione (se pompa di calore non fattibile)MedioMedio2Riduzione del 10-15% del consumo di gas rispetto a caldaia tradizionale; investimento inferiore alla pompa di calore
B3 — Installazione o aggiornamento del sistema di Building Automation (BAS/BMS)AltoMedio-Significativo1-2Gestione automatizzata degli impianti per area e per occupancy; riduzione tipica del consumo HVAC del 15-25%
B4 — Regolazione termostatica delle camere (valvole termostatiche o termostati intelligenti)MedioContenuto-Medio1-2Evita il riscaldamento o il raffrescamento di camere non occupate o con ospiti assenti
B5 — Manutenzione preventiva strutturata degli impianti (pulizia filtri, verifica efficienza compressori)MedioContenuto1Riduzione tipica del 5-10% del consumo degli impianti senza investimenti strutturali
B6 — Sostituzione dei compressori degli impianti di climatizzazione con modelli inverter ad alta efficienzaAltoMedio-Significativo1-2Riduzione del consumo per climatizzazione del 20-35% rispetto a compressori ON/OFF tradizionali
B7 — Installazione di recuperatori di calore sull’aria espulsa (ventilazione meccanica controllata)MedioMedio2Efficace per strutture con ventilazione meccanica; recupera il 60-80% del calore/freddo dell’aria espulsa
B8 — Solare termico per la produzione di acqua calda sanitariaMedioMedio2Copre tipicamente il 40-60% del fabbisogno di ACS estivo; copertura annuale del 25-40%

Sezione C — Illuminazione

ElementoStato attualeImpatto stimatoInvestimentoPrioritàNote operative
C1 — Sostituzione di tutte le lampade con tecnologia LEDAltoContenuto-Medio1Riduzione del consumo di illuminazione del 50-70%; payback tipico 2-4 anni; priorità assoluta se non ancora realizzato
C2 — Installazione di sensori di presenza nelle aree comuni (corridoi, scale, parcheggi)MedioContenuto1Spegne automaticamente la luce nelle aree non occupate; riduzione tipica del consumo illuminazione aree comuni del 20-35%
C3 — Installazione di sensori di luminosità naturale (dimmerizzazione automatica)Basso-MedioContenuto-Medio1-2Riduce la potenza delle lampade in funzione della luce naturale disponibile; efficace per aree comuni con finestre
C4 — Sistema di controllo centralizzato dell’illuminazione (integrato nel BAS se presente)MedioMedio2Gestione per area, per orario e per occupancy; utile per strutture con illuminazione esterna significativa
C5 — Sostituzione illuminazione esterna e parcheggi con LED ad alta efficienzaBasso-MedioContenuto1Spesso trascurata; l’illuminazione esterna opera molte ore notturne
C6 — Sistemi keycard per il controllo dei consumi nelle camere (spegnimento automatico all’uscita)MedioContenuto1Standard nelle strutture moderne; se non presente, recupero stimato del 15-20% del consumo energetico per camera

Sezione D — Produzione di acqua calda sanitaria

ElementoStato attualeImpatto stimatoInvestimentoPrioritàNote operative
D1 — Solare termico per ACS (già in B8)MedioMedio2Come B8
D2 — Pompa di calore per la produzione di ACS (heat pump water heater)Medio-AltoMedio1-2Efficienza 3-4 volte superiore al riscaldamento elettrico diretto; alternativa o integrazione al solare termico
D3 — Recupero di calore dai sistemi di refrigerazione e climatizzazione per la produzione di ACSMedioMedio2Valorizza il calore di scarto degli impianti di climatizzazione (condensatori); riduce il consumo di gas per ACS del 20-40%
D4 — Isolamento delle tubazioni dell’acqua calda (riduzione delle dispersioni)Basso-MedioContenuto1Spesso trascurato; le tubazioni non isolate disperdono il 10-20% del calore prodotto
D5 — Riduttori di flusso su docce e miscelatori (riduzione del volume di acqua calda)Basso-MedioContenuto1Riduzione del consumo di acqua calda del 20-30%; payback immediato; impatto sia energetico sia idrico

Sezione E — Ristorazione e cucine

ElementoStato attualeImpatto stimatoInvestimentoPrioritàNote operative
E1 — Sostituzione delle attrezzature di cottura a gas con attrezzature a induzione o elettriche ad alta efficienzaMedio-AltoMedio-Significativo2-3Intervento con impatto sulla riduzione delle emissioni Scope 1; l’induzione è più efficiente del gas nel trasferimento del calore; valutare al rinnovo delle attrezzature
E2 — Sostituzione delle celle frigorifere con modelli di nuova generazione ad alta efficienzaMedioMedio-Significativo2-3Le celle frigorifere operano 24 ore su 24; un modello del 2010 consuma tipicamente il 30-40% in più rispetto ai modelli attuali
E3 — Installazione di porte a tenda o porte automatiche nelle celle frigorifere aperteBasso-MedioContenuto1Riduce le dispersioni termiche delle celle aperte; payback tipico inferiore a 1 anno
E4 — Sistemi di gestione degli orari degli impianti di cucina (timer automatici)Basso-MedioContenuto1Evita che gli impianti restino accesi nei periodi di inattività (es. tra colazione e pranzo)
E5 — Estrattori cucina con recupero di calore e portata variabileMedioMedio2Riduce il consumo dell’estrazione forzata nelle ore di bassa attività; recupera il calore espulso
E6 — Lavastoviglie ad alta efficienza con recupero di caloreBasso-MedioMedio2Al rinnovo delle attrezzature; le macchine di nuova generazione consumano il 20-30% in meno di acqua calda

Sezione F — Laundry (solo per strutture con lavanderia interna)

ElementoStato attualeImpatto stimatoInvestimentoPrioritàNote operative
F1 — Lavatrici ad alta efficienza (classe A+++) con variatore di velocitàMedioMedio2Riduzione del consumo energetico del 20-30% rispetto a lavatrici di generazione precedente; al rinnovo
F2 — Ottimizzazione delle temperature di lavaggio (riduzione da 60°C a 40-50°C per la biancheria standard)Basso-MedioContenuto1Il riscaldamento dell’acqua è la voce dominante del consumo delle lavatrici; riduzione di 10°C = -20-25% di consumo termico
F3 — Asciugatrici a pompa di caloreMedioMedio2Consumo energetico 40-60% inferiore alle asciugatrici tradizionali a gas o elettriche resistive; al rinnovo
F4 — Ottimizzazione dei cicli di lavaggio (carico completo, riduzione dei cicli totali)BassoContenuto1Programma operativo senza investimento; riduzione del 10-15% del consumo attraverso ottimizzazione dei cicli

Sezione G — Impianti fotovoltaici e rinnovabili

ElementoStato attualeImpatto stimatoInvestimentoPrioritàNote operative
G1 — Installazione impianto fotovoltaico (se non presente o potenzialmente espandibile)AltoMedio-Significativo1-2Priorità alta per strutture senza fotovoltaico e con coperture disponibili; analizzare la compatibilità con vincoli paesaggistici
G2 — Installazione sistema di accumulo (batterie) abbinato al fotovoltaicoMedioSignificativo2-3Aumenta l’autoconsumo del fotovoltaico; convenienza dipende dal differenziale tra tariffa di vendita e costo di acquisto
G3 — Solare termico per ACS e piscine (già in B8 e D1)MedioMedio2Complementare al fotovoltaico per la copertura del fabbisogno termico
G4 — Valutazione di comunità energetiche rinnovabili (per strutture in zone rurali o piccoli centri)Medio-AltoVariabile2-3Opzione normativa disponibile in Italia dal 2024; verificare fattibilità con il GSE [verificare normativa aggiornata]

Sezione H — Contratti di fornitura energetica

ElementoStato attualeImpatto stimatoInvestimentoPrioritàNote operative
H1 — Contratto di fornitura elettrica con garanzie d’origine (GO) al 100%Alto (su Scope 2 market-based)Contenuto (0,5-1,5 cent/kWh aggiuntivi)1Azzera le emissioni Scope 2 market-based senza investimenti tecnici; decisione contrattuale
H2 — Contratto Power Purchase Agreement (PPA) con produttore rinnovabileAltoContenuto (impegno contrattuale pluriennale)2Per strutture con consumi significativi; garantisce prezzo fisso e origine rinnovabile certificata per 5-15 anni
H3 — Verifica delle tariffe elettriche e ottimizzazione del punto di prelievoBasso-MedioContenuto1Spesso trascurata; la verifica annuale delle condizioni contrattuali può produrre risparmi significativi senza cambiare consumi

Sezione I — Comportamenti operativi del personale

Gli interventi comportamentali non richiedono investimenti strutturali ma richiedono formazione, procedure e sistemi di feedback. Il loro impatto è stimato nel 5-10% del consumo totale quando ben strutturati.

ElementoStato attualeImpatto stimatoInvestimentoPrioritàNote operative
I1 — Procedura di gestione della climatizzazione delle camere non occupate (setpoint elevato/ridotto nelle camere vuote)MedioContenuto1Dipende dal sistema BAS; se non automatizzato, procedura operativa manuale per il personale di housekeeping
I2 — Procedura di spegnimento dell’illuminazione esterna nelle camere durante le pulizie diurneBassoContenuto1Comportamento semplice ma frequentemente non codificato
I3 — Formazione del personale di cucina sulla gestione degli orari degli impiantiBasso-MedioContenuto1Evita accensioni anticipate e spegnimenti tardivi degli impianti
I4 — Procedura di riduzione del riscaldamento/raffrescamento nelle aree comuni nelle ore notturneMedioContenuto1Riduzione del 15-20% del consumo HVAC nelle ore notturne
I5 — Newsletter bimestrale interna sui risultati energetici e riconoscimento del reparto con la migliore performanceBassoContenuto1Mantiene l’attenzione del personale sui comportamenti virtuosi; costo quasi nullo

Piano di efficientamento prioritarizzato (output della checklist)

Dopo la compilazione della checklist, la struttura produce un piano di efficientamento che elenca gli interventi in ordine di priorità con investimento stimato e riduzione attesa.

PrioritàInterventoInvestimento stimatoRiduzione consumi attesaRiduzione emissioni attesaPayback stimato
1C1 — Sostituzione lampade LED (se non già fatto)8.000-25.000 €3-6% del totaleProporzionale2-4 anni
1C6 — Sistema keycard per camere5.000-15.000 €2-4% del totaleProporzionale2-4 anni
1B5 — Manutenzione preventiva strutturata3.000-8.000 €/anno2-4% del totaleProporzionale<1 anno
1H1 — Contratto con garanzie d’origine0,5-1,5 cent/kWh0% consumoFino al 100% Scope 2 market-basedImmediato
2B6 — Sostituzione compressori con inverter35.000-80.000 €6-12% del totaleProporzionale5-9 anni
2B3 — Sistema BAS/BMS25.000-80.000 €8-18% del totaleProporzionale4-8 anni
3B1 — Sostituzione caldaia con pompa di calore80.000-250.000 €15-25% Scope 1Molto alta (elimina emissioni Scope 1 riscaldamento)10-18 anni
3G1 — Impianto fotovoltaico40.000-180.000 €5-15% del totaleProporzionale7-12 anni

[Valori indicativi — da calibrare su preventivi specifici della struttura e su prezzi di mercato aggiornati al momento della pianificazione]



3. Fattori di emissione aggiornati per il calcolo delle emissioni Scope 1 e Scope 2

Tabella di riferimento per il calcolo dell’inventario delle emissioni di gas serra

Versione del documento: 1.0 Ciclo di aggiornamento: annuale, in coincidenza con la pubblicazione dei dati ISPRA e dei dati TERNA sul mix elettrico italiano


Premessa metodologica

Scopo del documento. Fornire alla struttura alberghiera i fattori di emissione necessari per il calcolo dell’inventario delle emissioni Scope 1 e Scope 2 secondo la metodologia ISO 14064-1 e GHG Protocol. I fattori di emissione sono aggiornati annualmente e devono essere sostituiti con la versione più recente a ogni aggiornamento dell’inventario.

Come utilizzare i fattori. Per ciascuna fonte energetica, moltiplicare il consumo nell’unità di misura indicata per il fattore di emissione corrispondente per ottenere le emissioni in kgCO2e. Convertire in tCO2e dividendo per 1.000.

Fonti dei fattori. I fattori di emissione derivano da: ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) — per i fattori italiani dei combustibili e per il fattore del mix elettrico nazionale; TERNA — per il fattore di emissione del mix elettrico italiano aggiornato annualmente; IPCC AR6 — per i valori GWP dei gas a effetto serra non-CO2; AIB (Association of Issuing Bodies) — per il fattore di emissione residuo del mercato europeo delle garanzie d’origine (per il calcolo Scope 2 market-based). [Tutti i fattori vanno verificati e aggiornati alla versione più recente prima di ogni calcolo annuale dell’inventario]

Dichiarazione di versione. Questa tabella riporta i fattori disponibili al momento della stesura della prima versione del documento. I fattori vengono sostituiti con quelli aggiornati nell’aggiornamento annuale del documento. Il calcolo dell’inventario deve sempre indicare la versione dei fattori di emissione utilizzati.


Sezione 1 — Fattori di emissione Scope 1 (combustibili fossili)

I fattori di emissione dei combustibili fossili comprendono le emissioni di CO2, CH4 e N2O dalla combustione, convertite in CO2 equivalente utilizzando i GWP del IPCC AR6 (GWP100: CH4 = 27,9; N2O = 273).

1.1 — Combustibili gassosi
CombustibileUnità di misuraFattore di emissione (kgCO2e/unità)FonteNote
Gas naturaleSm3 (Standard m3)[Inserire fattore ISPRA aggiornato — tipicamente 1,89-2,02 kgCO2/Sm3 per la sola CO2; includere CH4 e N2O per il fattore CO2e completo]ISPRAIl fattore varia per il potere calorifico inferiore del gas naturale distribuito in Italia
Gas naturalekWh (PCI)[Inserire fattore ISPRA aggiornato — tipicamente 0,185-0,205 kgCO2e/kWh PCI]ISPRAEquivalente al fattore in Sm3 convertito per il PCI del gas naturale
GPL (propano/butano)kg[Inserire fattore ISPRA aggiornato — tipicamente 2,95-3,05 kgCO2e/kg]ISPRA
GPLlitri[Inserire fattore ISPRA aggiornato]ISPRAFattore in kg moltiplicato per la densità del GPL (0,5-0,55 kg/litro)
1.2 — Combustibili liquidi
CombustibileUnità di misuraFattore di emissione (kgCO2e/unità)FonteNote
Gasolio (diesel) per riscaldamentolitri[Inserire fattore ISPRA aggiornato — tipicamente 2,65-2,75 kgCO2e/litro]ISPRAGasolio da riscaldamento (EL)
Gasolio per generatorilitri[Inserire fattore ISPRA aggiornato]ISPRACome gasolio da riscaldamento
Benzina per veicolilitri[Inserire fattore ISPRA aggiornato — tipicamente 2,15-2,25 kgCO2e/litro]ISPRAPer flotte aziendali Scope 1
Diesel per veicolilitri[Inserire fattore ISPRA aggiornato — tipicamente 2,55-2,65 kgCO2e/litro]ISPRAPer flotte aziendali Scope 1
1.3 — Combustibili solidi (rilevanti per strutture con biomassa)
CombustibileUnità di misuraFattore di emissione (kgCO2e/unità)FonteNote
Pellet di legno certificatokg[Inserire fattore ISPRA aggiornato — le emissioni di CO2 da biomassa certificata sono considerate biogeniche e pari a zero in Scope 1 secondo il GHG Protocol; includere solo CH4 e N2O]ISPRA / IPCCLe emissioni biogeniche vanno riportate separatamente secondo il GHG Protocol
Cippato di legno certificatokg[Come pellet — emissioni biogeniche, solo CH4 e N2O in Scope 1]ISPRA / IPCC

Nota metodologica sulla biomassa. Il GHG Protocol classifica le emissioni di CO2 dalla combustione di biomassa sostenibile come biogeniche e le esclude dal totale Scope 1 (riportandole separatamente). Le strutture che utilizzano biomassa certificata (pellet ENplus, cippato con certificazione di filiera) devono riportare le emissioni biogeniche come voce separata e non includerle nel totale delle emissioni ai fini della traiettoria di decarbonizzazione. Verificare la coerenza di questa scelta con il framework di reporting adottato (ESRS E1 può avere requisiti specifici).


Sezione 2 — Fattori di emissione Scope 2 (energia elettrica)

2.1 — Fattore location-based (mix di rete italiana)

Il fattore location-based si applica a tutta l’energia elettrica acquistata dalla rete, indipendentemente dal contratto di fornitura. Riflette l’intensità carbonica media del mix elettrico nazionale nell’anno di riferimento.

AnnoFattore location-based Italia (kgCO2e/kWh)FonteTrend
2022[Inserire valore ISPRA/TERNA 2022]ISPRA-TERNA
2023[Inserire valore ISPRA/TERNA 2023]ISPRA-TERNA
2024[Inserire valore ISPRA/TERNA 2024 — tipicamente in riduzione per crescita delle rinnovabili]ISPRA-TERNAIn riduzione
2025[Inserire valore ISPRA/TERNA 2025 quando disponibile]ISPRA-TERNA

Il fattore location-based italiano è tipicamente nell’intervallo 0,23-0,33 kgCO2e/kWh negli ultimi anni, con trend in riduzione per la crescente penetrazione delle fonti rinnovabili nel mix elettrico nazionale. Verificare il valore aggiornato annualmente sul sito ISPRA o TERNA prima di ogni calcolo dell’inventario.

Nota regionale. ISPRA pubblica anche fattori regionali di emissione del mix elettrico, che possono differire significativamente dal fattore nazionale in alcune regioni (es. regioni con alta quota idroelettrica come Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige). Per strutture in queste regioni, valutare l’utilizzo del fattore regionale invece di quello nazionale, documentando la scelta metodologica. [Verificare disponibilità e aggiornamento dei fattori regionali ISPRA]

2.2 — Fattore market-based

Il fattore market-based si applica tenendo conto degli attributi di energia del contratto di fornitura. È il fattore rilevante per il calcolo Scope 2 market-based secondo il GHG Protocol Scope 2 Guidance.

Situazione contrattualeFattore market-based da applicareFonteNote
Contratto standard senza attributi di energia (no GO)Fattore residuo italiano (AIB Residual Mix)AIBIl fattore residuo è tipicamente superiore al fattore location-based perché esclude le quote di energia già attribuite a contratti con GO
Contratto con garanzie d’origine (GO) da fonti rinnovabili al 100%0 kgCO2e/kWhAIBLe GO certificano l’origine rinnovabile dell’energia acquistata; le emissioni Scope 2 market-based per questa quota sono zero
Contratto misto (quota con GO + quota senza GO)Media ponderata: (quota GO × 0) + (quota no GO × fattore residuo)AIBCalcolo proporzionale alla quota coperta da GO

*Il fattore residuo italiano (AIB Residual Mix Factor) è pubblicato annualmente dall’Association of Issuing Bodies. È tipicamente nell’intervallo 0,35-0,45 kgCO2e/kWh — superiore al fattore location-based. Verificare il valore aggiornato sul sito AIB prima di ogni calcolo dell’inventario. [Inserire valore aggiornato dell’anno di riferimento]

2.3 — Fattore per energia autoprodotta da fotovoltaico consumata in loco

L’energia prodotta da impianti fotovoltaici propri e consumata in loco (autoconsumo) ha emissioni di Scope 2 pari a zero. Nella rendicontazione, il consumo di autoconsumo va escluso dal totale dell’energia acquistata dalla rete prima di applicare i fattori location-based e market-based.


Sezione 3 — Fattori di emissione per gas refrigeranti (Scope 1)

Le perdite o le ricariche di gas refrigeranti negli impianti di climatizzazione e refrigerazione sono emissioni Scope 1 con un Global Warming Potential (GWP) tipicamente molto elevato. Le emissioni si calcolano moltiplicando la quantità di gas reintegrata (in kg, dal registro FGAS) per il GWP del gas specifico.

Gas refrigeranteGWP 100 (IPCC AR6)kgCO2e per kg di gasApplicazioni tipiche nel settore alberghieroNote
R-32771771Impianti split e multi-split residenziali e commerciali moderniGas a GWP medio; in espansione come sostituto degli HFC ad alto GWP
R-410A2.0882.088Impianti split e VRF commerciali (pre-2025)Gas ad alto GWP; in phase-down con la nuova F-Gas Regulation
R-407C1.7741.774Impianti chiller e sistemi centralizzatiGas ad alto GWP; in phase-down
R-404A3.9223.922Impianti frigoriferi (celle frigorifere, banchi frigo)Gas ad altissimo GWP; in phase-down accelerato
R-134a1.5301.530Impianti frigoriferi e alcuni chillerGas ad alto GWP
R-290 (propano)0,020,02Piccoli impianti frigoriferi (refrigerant naturale)GWP trascurabile; gas naturale in espansione
R-744 (CO2)11Impianti frigoriferi commerciali (refrigerante naturale)GWP = 1 per definizione
R-717 (ammoniaca)00Grandi impianti industriali di refrigerazioneGWP nullo; tossico — uso limitato in strutture alberghiere
HFO R-1234yf0,430,43Impianti moderni a basso GWPGas di nuova generazione a basso GWP
HFO R-1234ze0,70,7Chiller e impianti commerciali a basso GWPGas di nuova generazione a basso GWP

[I valori GWP derivano dall’IPCC Sixth Assessment Report (AR6). Verificare se il framework di reporting adottato dalla struttura (es. ESRS E1) richiede i GWP AR6 o i GWP AR5 precedenti — alcuni framework stanno aggiornando progressivamente il riferimento da AR5 ad AR6]

Nota operativa. Per strutture con impianti che utilizzano gas ad alto GWP (R-410A, R-404A), il calcolo delle emissioni da gas refrigeranti può essere significativo anche con ricariche contenute. Esempio: 2 kg di R-410A reintegrato = 2 × 2.088 = 4.176 kgCO2e = 4,2 tCO2e. Confrontato con le emissioni annuali Scope 1 da combustione di una struttura media (tipicamente 80-200 tCO2e), anche una ricarica moderata contribuisce in modo significativo al totale Scope 1. Questo giustifica la priorità della manutenzione preventiva e della verifica della tenuta sugli impianti con gas ad alto GWP.


Sezione 4 — Fattori per il calcolo dell’intensità emissiva del teleriscaldamento (Scope 2)

Per strutture allacciate a reti di teleriscaldamento — rilevante in alcune città del Nord Italia — il fattore di emissione del teleriscaldamento è specifico per ciascuna rete e viene pubblicato dal gestore della rete.

SituazioneFattore da applicareFonte
Struttura allacciata a rete di teleriscaldamentoFattore specifico pubblicato dal gestore della rete locale (variabile — tipicamente 0,05-0,25 kgCO2e/kWh termico)Gestore della rete locale
Fattore non disponibile dal gestoreUtilizzare il fattore medio nazionale per il teleriscaldamento pubblicato da ISPRA [verificare disponibilità]ISPRA

Sezione 5 — Schema di calcolo dell’inventario Scope 1 e Scope 2

Schema operativo di calcolo per un hotel di media complessità. La struttura sostituisce i valori di esempio con i propri dati operativi e i fattori di emissione aggiornati.

Calcolo Scope 1

FonteConsumo annuoUnitàFattore CO2eEmissioni (kgCO2e)
Gas naturale — riscaldamento[es. 45.000]Sm3[fattore ISPRA]= consumo × fattore
Gas naturale — cucina[es. 12.000]Sm3[fattore ISPRA]= consumo × fattore
Gasolio — generatore emergenza[es. 800]litri[fattore ISPRA]= consumo × fattore
Gas refrigeranti — ricariche[es. 3,5 kg R-410A]kg2.088= 3,5 × 2.088 = 7.308
Totale Scope 1= somma

Calcolo Scope 2 location-based

FonteConsumo annuoUnitàFattore CO2eEmissioni (kgCO2e)
Elettricità acquistata dalla rete[es. 850.000]kWh[fattore ISPRA-TERNA location-based]= consumo × fattore
Totale Scope 2 location-based= somma

Calcolo Scope 2 market-based

FonteConsumo annuoUnitàFattore CO2eEmissioni (kgCO2e)
Elettricità senza GO (quota non coperta da garanzie d’origine)[es. 170.000]kWh[fattore residuo AIB]= consumo × fattore residuo
Elettricità con GO al 100% (quota coperta da garanzie d’origine)[es. 680.000]kWh0= 0
Totale Scope 2 market-based= somma

Riepilogo

CategoriaEmissioni (tCO2e)Note
Scope 1 — combustione combustibili[calcolo]
Scope 1 — gas refrigeranti[calcolo]Riportato separatamente se significativo
Scope 2 — location-based[calcolo]
Scope 2 — market-based[calcolo]Dato rilevante per il reporting market-based (GHG Protocol, ESRS E1)
Totale Scope 1+2 location-based[somma]Dato per il confronto con i benchmark
Totale Scope 1+2 market-based[somma]Dato per la traiettoria di decarbonizzazione

Sezione 6 — Istruzioni per l’aggiornamento annuale del documento

Il documento viene aggiornato annualmente dalla piattaforma entro il 31 marzo di ciascun anno, in coincidenza con la disponibilità dei dati ISPRA e TERNA per l’anno precedente. L’aggiornamento include:

  • Fattore di emissione del mix elettrico italiano (TERNA) per l’anno precedente
  • Fattori di emissione dei combustibili fossili (ISPRA) aggiornati
  • Fattore residuo AIB per il calcolo Scope 2 market-based
  • Eventuali aggiornamenti ai valori GWP dei gas refrigeranti (IPCC)
  • Tabella storica dei fattori per gli anni precedenti (per il confronto con i calcoli storici dell’inventario)

Gli utenti registrati ricevono notifica via email dell’aggiornamento annuale con indicazione dei fattori modificati rispetto alla versione precedente.


Note operative sui tre materiali online

Caratteristica strutturale dei tre materiali insieme. I benchmark dicono dove sei rispetto al mercato; la checklist dice cosa fare per migliorare; i fattori di emissione dicono quanto conta ciascuna azione in termini di CO2 ridotta. Insieme formano il sistema completo per la gestione energetica strutturata descritta nel sotto-capitolo II.8 — dal posizionamento al piano di intervento alla rendicontazione.

Punti critici che richiedono verifica sistematica prima della pubblicazione. I tre materiali contengono le sezioni con il più alto numero di valori numerici specifici dell’intera piattaforma. In particolare: (1) tutti i fattori di emissione della Sezione 3 — devono essere sostituiti con i valori ISPRA, TERNA e AIB aggiornati all’anno di pubblicazione; (2) i valori GWP dei gas refrigeranti — verificare se il framework di riferimento utilizza AR5 o AR6 (esistono differenze significative per alcuni gas); (3) tutti i range di benchmark energetico — da calibrare su dati CHSB aggiornati e su dati italiani; (4) i range di costo e payback nella checklist — da verificare su preventivi di mercato italiano correnti; (5) i fattori di emissione regionali — verificare disponibilità e aggiornamento sul sito ISPRA.

Governance dell’aggiornamento annuale. Il documento dei fattori di emissione è quello con la governance di aggiornamento più impegnativa: i fattori cambiano ogni anno e un inventario calcolato con fattori obsoleti produce dati non comparabili con i calcoli degli anni precedenti. La piattaforma deve prevedere: sistema di notifica automatica agli utenti quando i fattori vengono aggiornati, archivio storico dei fattori per anno con tracciabilità, e istruzioni chiare su come ricalcolare gli inventari storici quando i fattori cambiano significativamente.